Editorialisti

11 Dicembre 2019

Joker, il nuovo capitolo della New Hollywood

Stefano Radice

Può un film diventare un simbolo, aprire strade nuove ma, nello stesso tempo, rinverdire una scuola cinematografica che ha raggiunto il suo culmine ormai quarant’anni fa? Certo che è possibile se si tratta di Joker. Il film di Todd Phillips, con lo straordinario Joaquin Phoenix, viaggia veloce verso gli Oscar sulle ali anche di un successo planetario che si avvicina al miliardo di dollari di incasso. Si sono spese grandi parole a livello di critica e si è fatto riferimento a Phillips come al regista che ha voluto rendere omaggio ai fasti della New Hollywood, il movimento cinematografico che alla fine degli anni ’60 aveva lanciato registi del calibro di Allen, Altman, Coppola, De Palma, Lucas, Cimino, Scorsese e Spielberg (solo per citarne alcuni) che avevano saputo reinventare i generi cinematografici (ad esempio il western) e portare nuova vitalità parlando in modo innovativo di condizione femminile, disagio, marginalità, sesso, solitudine. Non male per un regista diventato famoso per commedie come Una notte da leoni…
Crediamo anche noi che Joker si inserisca perfettamente in questo filone. Per prima cosa Todd Phillips ha reinventato un genere, quello dei cinecomic, togliendolo dal racconto fumettistico per portarlo a un livello di drammaticità esistenziale tipica della New Hollywood (ricordate Un uomo da marciapiede?). Abbiamo poi la presenza nel cast di Robert De Niro, protagonista di film quali Taxi Driver e Re per una notte di Scorsese che sono stati due modelli ispirativi per Phillips, come da lui stesso dichiarato. C’è poi Joaquin Phoenix/Joker con la sua solitudine, il suo essere borderline e la sua follia distruttrice che hanno caratterizzato tanti film della New Hollywood. In questo quadro si inserisce anche la descrizione di Gotham/New York, città sporca, allo sbando, in cui ogni possibile sentimento di solidarietà sembra annullato per lasciare spazio alla cieca rabbia e alla violenza. Tutti elementi che hanno fatto di Joker un grande film, che difficilmente sarà dimenticato in fretta e che dimostra come sia sempre possibile rifarsi a una tradizione per rinnovarla nel profondo. Purché si abbia qualcosa da dire al pubblico.