19 Giugno 2015  17:14

Quale futuro per i cinema al tempo di Netflix?

Stefano Radice
Quale futuro per i cinema al tempo di Netflix?

Enrico Signorelli, presidente

Anec Lombarda

Se ne è parlato a Milano in occasione della presentazione del volume di Bruno Zambardino 'Dal possesso all'accesso-L'industria audiovisiva ai tempi dello streaming'

Un confronto sulle prospettive dei cinema di fronte all’imminente sbarco in Italia di Netflix e all’evoluzione del video on demand. Se ne è parlato questa mattina a Milano, presso la sede Agis, in occasione della presentazione del volume del professor Bruno Zambardino ‘Dal possesso all’accesso – L’industria audiovisiva ai tempi dello streaming’. Ha introdotto i lavori Enrico Signorelli, presidente Anec Lombarda: “Perché i cinema si interessano a questi temi? La sala è luogo di visione collettiva, sociale e formativa. Negli ultimi anni, lo sviluppo di forme di visione di film sui molteplici device, di fatto ha tolto attenzione alla sala. A ottobre sbarcherà Netflix. Noi dobbiamo capire come evolverà il nostro settore. Dovremo misurarci con i distributori per capire come sia possibile aprire nuove strade all’interno di dinamiche e rapporti consolidati”. Il volume di Zambardino, oltre a una panoramica europea volta a presentare le politiche di sostegno al settore audiovisivo, parte però da come stiano cambiando le esigenze di consumo da parte del pubblico e come stiano evolvendo le sue esigenze. “Il mercato cinema – ha dichiarato Bruno Zambardino – è stagnante. La market share del cinema italiano è scesa sotto la media europea. Cresce, invece, il consumo on demand. Finora in Italia l’approccio è stato molto difensivo con iniziative quali Sky On Line o Infinity; Mediaset, soprattutto, ha voluto proteggersi dall’arrivo di Netflix. Però, ci sono servizi non legati a tv, con strategie in espansione, che iniziano a fare numeri. Per il settore si apre un problema di risorse. Il mercato pubblicitario ha perso 1,5 miliardi di euro; il canone tv è fermo; gli abbonati alla pay sono stabili, idem il box office al cinema. Quando arriveranno nuovi operatori come Netflix, il problema delle risorse si porrà in modo ancora più evidente”. Ad approfondire le tematiche relative al settore delle piattaforme on demand è intervenuta Alessandra Ricupero, Head of Marketing and Communication di Chili: “Operiamo in un mercato home video che fattura 350 milioni l’anno; l’unico segmento in crescita è il video on demand che vale 30 milioni. Crediamo che questo ambito crescerà e che Chili sarà uno dei protagonisti. Però, il nostro nemico è la pirateria”. Inevitabile, quindi, introdurre il tema delle window. Ha continuato Alessandra Ricupero: “La pirateria si alimenta durante il periodo stabilito per le finestre di sfruttamento. Noi crediamo alla complementarietà dei canali distributivi e che le finestre vadano riviste”. A domanda su quale sia la finestra giusta per Chili, Alessandra Ricupero ha risposto: “Un film dovrebbe essere disponibile quando c’è richiesta di vederlo”. Nel suo intervento, l’esercente e produttore Lionello Cerri ha riconosciuto che i gestori dei cinema spesso sono stati un po’ chiusi nei confronti delle novità: “Abbiamo sbagliato. Dobbiamo interloquire con chi rappresenta i nuovi scenari. Vogliamo far crescere il mercato cinema oltre i 100 milioni di spettatori? Vogliamo incrementare quello del video on demand oltre i 30 milioni di euro? Bene. Allora sediamoci tutti intorno a un tavolo e facciamo in modo che, se l’esercizio a causa delle nuove modalità di visione dei film, sia destinato a perdere risorse e fatturato, lo possa riacquistare sfruttando nuove modalità”. Durante l’incontro è emerso, quindi, anche il tema delle percentuali di noleggio. Gli esercenti presenti hanno sottolineato che, in caso di riduzione della window, le quote debbano essere riviste. Alessandra Ricupero, però, ha fatto presente che “anche Chili, su ogni film visto, paga ai distributori oltre il 50% del prezzo pagato dall’utente”. I temi emersi durante il convegno, come si vede, sono stati molti. A proposito della forza di Netflix, Zambardino ha ricordato che investe 5 miliardi all’anno per i suoi contenuti, mentre l’intera Ue, 3 miliardi: “So che diversi produttori italiani hanno già incontrato gli emissari di Netflix. Alcuni raggiungeranno un accordo, altri sono contrari. Però, il principio di Netflix è che vuole essere un soggetto attivo a livello coproduttivo perché punta alla titolarità dei diritti dei contenuti”. Ha concluso Enrico Signorelli: “Da sempre l’esercizio ha cercato un dialogo con i distributori e anche con i produttori sul tema delle finestre. Non siamo per la chiusura. Crediamo che sia arrivato il momento di trovare una formula che vada incontro alle esigenze economiche degli esercenti se le window si accorciassero”.

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