Il valore educativo del gioco: un asset culturale ma anche economico

Si dà spesso per assodato il valore educativo del gioco: la capacità di stimolare nei bambini abilità cognitive, relazionali ed emotive, contribuendo a formare una personalità più matura e consapevole. Tuttavia, quante volte questo valore viene effettivamente comunicato al consumatore finale? E qual è il modo più efficace per farlo? Quanti clienti sono consapevoli della vasta gamma di giochi che accompagnano l’intero percorso di crescita, dall’infanzia all’età adulta? Il valore educativo non rappresenta solo un asset culturale da sfruttare per sensibilizzare il pubblico su questo tema, ma anche un potente asset economico. Nei primi anni di vita di un bambino, infatti, è possibile gettare le basi di un processo di crescita che contribuirà a formare nuove generazioni di giocatori. È un dato di fatto che i giocatori di oggi saranno i consumatori di domani. E quando l’adulto riconosce i benefici educativi del gioco, sarà anche più incline a supportare consapevolmente i bambini nel loro percorso di sviluppo. Si avvia così un ciclo virtuoso che, partendo dal mondo kids, può naturalmente evolversi e sfociare nel segmento kidult, ampliando il bacino di clientela e assicurando un flusso di vendita costante e diversificato. Ma per facilitare questo processo è necessaria una comunicazione mirata, che prenda avvio già nei punti vendita. È fondamentale investire su se stessi e nella formazione del personale, affinché si possa guidare i consumatori verso una scelta consapevole, selezionando prodotti che rispondano a esigenze educative e di sviluppo. Inoltre, occorre progettare un’esperienza d’acquisto che consenta al cliente di riconoscere un percorso di crescita legato all’età e ai benefici educativi. La vera sfida non riguarda tanto l’offerta di giochi, che certamente non manca, quanto l’approccio comunicativo nei confronti del cliente. È essenziale curare l’esposizione dei prodotti, il dialogo e il coinvolgimento diretto con i consumatori. Questo tema potrebbe essere valorizzato anche attraverso uno spot emozionale di categoria – magari promosso anche da Assogiocattoli – da diffondere online e direttamente nei punti vendita. Un racconto che mostri la bellezza di crescere accompagnati dai giochi, lungo tutto il percorso della vita: dall’infanzia all’età adulta, passando dal giocattolo ai collezionabili e ai giochi da tavolo. Una storia che celebra le emozioni di un mondo vissuto tra amici, in famiglia e con le persone care. Solo così, attraverso una comunicazione autentica e un coinvolgimento genuino, il gioco potrà davvero diventare un valore condiviso.

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