180 le aziende del settore del giocattolo hanno scritto alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen chiedendo di rafforzare la responsabilità delle piattaforme e-commerce per i prodotti venduti ai consumatori europei. L’appello arriva mentre la Commissione sta finalizzando l’European Product Act e punta a colmare quello che l’industria definisce un vero e proprio “vuoto di responsabilità” nelle vendite online.
La richiesta, presentata il 10 settembre 2026 e sostenuta da Assogiocattoli, è stata promossa da Toy Industries of Europe e riunisce imprese di dimensioni molto diverse, dalle PMI a conduzione familiare ai grandi brand internazionali.
E-commerce, cosa chiedono le aziende del giocattolo
Il principio indicato dalle 180 aziende è chiaro: ogni giocattolo venduto a un consumatore dell’Unione europea dovrebbe avere un operatore economico stabilito nell’UE, chiaramente identificabile e responsabile della conformità del prodotto alla normativa europea.
Quando questo soggetto non esiste o non può essere identificato, secondo i firmatari dovrebbe essere la piattaforma online che facilita la vendita ad assumersi tale responsabilità.
La richiesta non prevede quindi che i marketplace debbano garantire direttamente la conformità di ogni singolo prodotto presente sulle proprie piattaforme. L’obiettivo è evitare che un prodotto possa essere venduto nell’Unione europea senza che esista un soggetto nei confronti del quale le autorità di vigilanza possano intervenire in caso di violazione delle norme.
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Il 96% dei giocattoli acquistati online non era conforme
Alla base dell’iniziativa ci sono anche i risultati dell’ultimo mystery shopping condotto da Toy Industries of Europe. Nel 2025 l’associazione ha acquistato giocattoli da venditori terzi presenti su sette grandi marketplace online: il 96% dei prodotti analizzati è risultato non conforme alle norme europee e l’86% non sicuro.
Il dato conferma un problema già emerso nelle precedenti rilevazioni di TIE sui giocattoli acquistati online da venditori extra-UE, che avevano evidenziato le difficoltà di tracciabilità e di applicazione delle regole quando il venditore opera al di fuori dell’Unione europea.
Secondo le aziende firmatarie, questa situazione genera una doppia distorsione: da una parte espone bambini e famiglie al rischio di acquistare prodotti non conformi o non sicuri, dall’altra penalizza le imprese che sostengono i costi legati a test, sicurezza, qualità e rispetto delle normative europee.
European Product Act e responsabilità delle piattaforme
L’appello si inserisce in una fase di forte revisione delle regole europee sull’e-commerce e sulle importazioni da Paesi terzi. Le aziende riconoscono i passi già compiuti dall’Unione europea sul fronte della modernizzazione delle dogane, della vigilanza del mercato e degli strumenti digitali, ma ritengono che rimanga irrisolta una questione fondamentale: chi risponde della conformità di un singolo prodotto quando il venditore si trova fuori dall’UE e non esiste un operatore economico europeo identificabile?
Proprio sul fronte doganale, il Consiglio dell’Unione europea ha recentemente approvato la riforma delle dogane che attribuisce nuove responsabilità alle piattaforme e-commerce nelle importazioni da Paesi extra-UE. Le nuove regole prevedono, tra le altre cose, che le piattaforme interessate siano considerate importatori ai fini doganali e si facciano carico delle relative formalità e del pagamento dei dazi.
Il percorso era già stato avviato nei mesi scorsi con l’accordo europeo sulle nuove regole per l’e-commerce e sulle responsabilità legate alle importazioni, nel tentativo di adeguare il sistema alla forte crescita dei piccoli pacchi provenienti da Paesi terzi.
La sicurezza dei giocattoli resta al centro
Il tema si intreccia inoltre con il nuovo quadro europeo sulla sicurezza dei giocattoli. L’UE ha già rafforzato requisiti e controlli attraverso il nuovo Regolamento sulla sicurezza dei giocattoli, che introduce anche strumenti come il passaporto digitale del prodotto.
Per le 180 aziende firmatarie, tuttavia, norme più severe possono essere realmente efficaci solo se esiste sempre un soggetto al quale attribuire la responsabilità della loro applicazione. È su questo punto che l’industria chiede ora un intervento nell’European Product Act, affinché un giocattolo acquistato online garantisca lo stesso livello di sicurezza di un prodotto acquistato attraverso i canali tradizionali.
Fonte: TIE
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