Giochi Preziosi avvia piano con nuovi investitori per evitare la liquidazione

Il gruppo ha presentato al Tribunale di Milano la richiesta di adesione al Codice della crisi, con l’ingresso di nuovi investitori e un piano di rilancio

Giochi Preziosi, nel piano di rilancio l’ingresso di nuovi investitori

Giochi Preziosi, gruppo fondato e guidato da Enrico Preziosi, ha ottenuto dal Tribunale di Milano l’ammissione alla procedura di composizione negoziata della crisi, un percorso che consente all’azienda di ristrutturare il proprio debito e lavorare a un piano di rilancio con nuovi investitori sotto la protezione dello “scudo concordatario”.

Il decreto, firmato dal giudice delegato Sergio Rossetti (con nomina di Ignazio Arcuri quale esperto), prevede misure protettive per 60 giorni: la sospensione temporanea delle azioni esecutive dei creditori consente alla società di proseguire l’attività e definire un nuovo assetto finanziario. Nei giorni successivi, il Tribunale ha poi esteso la protezione a quattro mesi con l’apertura della procedura di concordato in continuità, come riportato da Il Messaggero. L’obiettivo è evitare la liquidazione, bloccando la domanda di liquidazione giudiziale avanzata da Alix, società di consulenza creditrice di circa 1,5 milioni di euro, e riportare stabilità a un gruppo che da anni affronta difficoltà economiche e una riduzione dei ricavi.

Il piano di risanamento, assistito dallo studio legale Pedersoli Gattai e con Rothschild come advisor finanziario, prevede l’ingresso di nuovi investitori istituzionali: DeA Capital Alternative Fund Sgr (gruppo De Agostini) e Sagitta Sgr di Europa Investimenti (gruppo Arrow Capital). È previsto anche l’apporto diretto di Enrico Preziosi. Sul fronte operativo, il piano punta a razionalizzare il canale retail per ridurre i costi, integrare la controllata spagnola Famosa — da cui si stimano sinergie per circa 3 milioni di euro l’anno — e rafforzare il wholesale e l’espansione internazionale, con un target di ebitda oltre 50 milioni di euro entro il 2030.

Secondo quanto riportato da Il Messaggero, la procedura di concordato arriva dopo un anno di negoziati con le principali banche creditrici (Intesa Sanpaolo, UniCredit e Banco BPM) e a fronte di un indebitamento complessivo di circa 280 milioni di euro (240 a medio-lungo termine e 40 a breve). Una quota rilevante dei crediti è già stata ceduta a investitori come DeA Capital ed Europa Investimenti. Durante il periodo di protezione il gruppo dovrà definire e presentare un nuovo piano entro febbraio 2026. Il Tribunale ha nominato Riccardo Ranalli attestatore del piano e Ignazio Arcuri commissario.

Restano inoltre dossier aperti all’estero: la controllata Famosa è in concordato in Spagna dopo il venir meno dei finanziamenti bancari (Santander, BBVA, Caixa), mentre in Francia è in corso un contenzioso con l’ex socio Smoby in merito a presunte risorse trasferite dalla controllata fallita alla capogruppo.

Giochi Preziosi è controllata al 33,3% ciascuno da GP (a sua volta controllata da Preziosi Lux), da New Deal (riconducibile a EP Preziosi Participations, controllata in prevalenza dai figli di Enrico Preziosi (Matteo, Fabrizio, Paola ed Eleonora Preziosi) con partecipazioni di Azimut Enterprises e Bristol Capital) e da Maria Pia Trentuno, con quote in pegno presso le banche Banco BPM, Intesa Sanpaolo e UniCredit. Secondo Milano Finanza, Azimut sarebbe entrata nella holding di vertice New Deal, rilevando quote in precedenza riconducibili al fondo maltese Centurion, che in passato gestiva capitali della Segreteria di Stato vaticana. La famiglia mantiene partecipazioni anche in EP Preziosi Participations e Preziosi Investments: dopo il passaggio delle quote di maggioranza agli eredi, Enrico Preziosi ha conservato una partecipazione del 20%.

Fonti: Milano Finanza, Il Messaggero

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