Nascite in calo nell’UE: il nuovo report della Commissione europea

Secondo il report 2026 della Commissione europea, dal 2029 la popolazione UE inizierà a diminuire in uno scenario segnato da bassa natalità e rapido invecchiamento

Demographic transformation in the EU© Courtesy of European Commission

La Commissione europea ha pubblicato il nuovo report sulla trasformazione demografica dell’Unione, realizzato dal Joint Research Centre. Il documento conferma una tendenza strutturale: la popolazione europea sta invecchiando, le nascite in Europa (UE) continuano a diminuire e, dopo un picco previsto nel 2029, il numero complessivo degli abitanti è destinato a ridursi progressivamente.

Secondo il report, la popolazione dell’UE ha raggiunto 450,6 milioni di persone all’inizio del 2025. Le proiezioni Eurostat indicano un picco a 453,3 milioni nel 2029, seguito da una fase di calo: 445 milioni nel 2050 e 398,8 milioni nel 2100. Si tratterebbe di una diminuzione dell’11,7% rispetto ai livelli attuali, riportando la popolazione europea a una dimensione simile a quella della seconda metà degli anni Settanta.

Nascite sotto la soglia di ricambio

Il calo della natalità è uno dei principali elementi evidenziati dal report. Nel 2024 sono nati nell’UE 3,55 milioni di bambini, mentre il tasso di fertilità totale è sceso a 1,34 figli per donna. La soglia necessaria per mantenere stabile una popolazione in assenza di migrazione è pari a circa 2,1 figli per donna.

La Commissione sottolinea che la fertilità europea resta da decenni al di sotto del livello di ricambio. Le proiezioni indicano una possibile lieve ripresa nel lungo periodo, ma non un ritorno alla soglia di sostituzione. Anche nello scenario più favorevole considerato dal report, la fertilità dell’UE rimarrebbe quindi bassa per tutto l’orizzonte di previsione.

Demographic transformation in the EU

© European Commission

Una popolazione sempre più anziana

Accanto alla diminuzione delle nascite, il report evidenzia il progressivo invecchiamento della popolazione. L’età mediana nell’UE era pari a 44,9 anni al 1° gennaio 2025. L’Italia è il Paese con il valore più alto tra quelli indicati nel documento, con un’età mediana di 49,1 anni.

Entro la metà del secolo, secondo la Commissione, quasi un residente su tre nell’UE avrà almeno 65 anni, rispetto a circa uno su cinque oggi. La fascia degli over 80, che oggi rappresenta circa il 6% della popolazione europea, potrebbe superare il 15% entro il 2100.

Demographic transformation in the EU

© European Commission

Il rapporto tra generazioni cambia

Il report fotografa anche il cambiamento nel rapporto tra popolazione anziana e popolazione in età lavorativa. Nel 2025, nell’UE ci sono circa 34 persone con almeno 65 anni ogni 100 persone in età lavorativa. Entro il 2100 questo rapporto dovrebbe superare quota 60.

La Commissione collega questa trasformazione a diversi ambiti di policy, dal lavoro alla sanità, dalla cura di lungo periodo alla sostenibilità dei sistemi pensionistici. Il documento segnala inoltre che la migrazione può contribuire ad attenuare alcuni effetti del cambiamento demografico, ma non è sufficiente a modificare la tendenza di fondo verso una popolazione più anziana.

Il report offre un quadro demografico interessante perché, il calo delle nascite, la riduzione progressiva della popolazione giovane e il cambiamento nella composizione dei nuclei familiari sono elementi importanti da considerare in un settore, come quello del toy, in continua trasformazione, soprattutto riguardo alla dimensione dei target, alle nuove direzioni che può prendere il giocattolo, alle abitudini familiari e alle politiche rivolte alle nuove generazioni.

Fonte: Commissione europea

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