Netflix si ritira dalla corsa, Paramount pronta ad acquisire Warner Bros. Discovery
Dopo settimane di trattative serrate e un colpo di scena finale, Paramount Skydance è pronta ad acquisire Warner Bros. Discovery per circa 111 miliardi di dollari, mentre Netflix ha ufficialmente rinunciato a rilanciare la propria offerta, giudicando l’operazione «non più finanziariamente interessante».
La svolta arriva dopo che il consiglio di amministrazione di Warner Bros. Discovery (WBD) ha comunicato a Netflix che l’ultima proposta presentata da Paramount Skydance costituisce una “Superior Proposal” ai sensi dell’accordo di fusione già sottoscritto con lo streamer. In base alle clausole contrattuali, questa comunicazione ha fatto scattare un periodo di quattro giorni lavorativi durante il quale Netflix aveva la possibilità di eguagliare o superare l’offerta rivale.
Il termine è scaduto mercoledì 4 marzo alle 23:59 (ET). Poche ore prima, Netflix ha diffuso una nota ufficiale firmata dai co-CEO Ted Sarandos e Greg Peters, annunciando la decisione di non alzare la propria proposta.
«L’operazione che avevamo negoziato avrebbe creato valore per gli azionisti con un percorso chiaro verso l’approvazione regolatoria. Tuttavia, siamo sempre stati disciplinati e, al prezzo necessario per eguagliare l’ultima offerta di Paramount Skydance, l’accordo non è più finanziariamente interessante, quindi non intendiamo rilanciare», si legge nella dichiarazione.
Netflix ha definito Warner Bros. «un’organizzazione di livello mondiale», ringraziando il CEO David Zaslav e il board per il processo «corretto e rigoroso», ma ha chiarito che l’operazione era «un nice to have al giusto prezzo, non un must have a qualsiasi prezzo». La società ha inoltre ribadito la solidità del proprio business e ha confermato che investirà circa 20 miliardi di dollari nel corso dell’anno in film e serie, oltre a riprendere il programma di riacquisto di azioni.
Dall’accordo Netflix al rilancio Paramount
L’accordo originario tra Netflix e Warner Bros. Discovery, raggiunto a inizio dicembre, prevedeva l’acquisizione di Warner Bros. e HBO Max per quasi 83 miliardi di dollari, a 27,75 dollari per azione. L’intesa non includeva i canali lineari via cavo del gruppo e si inseriva nel più ampio piano di riorganizzazione che prevedeva la separazione del business Discovery Global.
Successivamente Paramount Skydance ha presentato un’offerta alternativa per l’intero gruppo WBD, inclusi i canali lineari, inizialmente a 30 dollari per azione e successivamente alzata a 31 dollari per azione in contanti. L’operazione, comprensiva dei 33 miliardi di debito attualmente a bilancio, porta il valore complessivo a circa 111 miliardi di dollari.
Secondo quanto comunicato da WBD, tra gli elementi che hanno reso l’offerta Paramount “superiore” figurano:
- l’aumento del prezzo a 31 dollari per azione in contanti;
- l’incremento della penale di recesso per motivi regolatori a 7 miliardi di dollari;
- la conferma che Paramount si farà carico della penale da 2,8 miliardi dovuta a Netflix in caso di risoluzione dell’accordo;
- l’eliminazione di potenziali costi di finanziamento legati allo scambio del debito;
- l’impegno a fornire ulteriore capitale proprio se richiesto dalle banche finanziatrici;
- una definizione di “Material Adverse Effect” che impedisce una revisione al ribasso del prezzo qualora i network lineari registrassero un calo più rapido del previsto prima del closing.
Allo stato attuale, l’accordo con Netflix resta formalmente in vigore fino a eventuale risoluzione, e WBD ha già depositato presso la SEC il proxy statement relativo alla transazione originaria. Solo dopo l’adozione dell’accordo Paramount da parte del board e il completamento dei passaggi previsti si potrà parlare di acquisizione definitiva.
Il nodo regolatorio e il contesto politico
L’operazione Netflix-WBD era destinata ad affrontare un esame particolarmente severo da parte del Dipartimento di Giustizia statunitense, che aveva avviato una revisione antitrust approfondita sulla possibile concentrazione nel mercato dello streaming e della produzione audiovisiva.
In parallelo, il dossier si è intrecciato con il clima politico a Washington. David Ellison, CEO di Paramount Skydance e figlio del miliardario Larry Ellison, principale garante finanziario dell’operazione in contanti, ha svolto attività di interlocuzione anche con regolatori europei, dato il peso di Netflix nel Regno Unito e nell’Unione Europea.
La senatrice Elizabeth Warren ha definito la possibile fusione Paramount Skydance–Warner Bros. «un disastro antitrust», sostenendo che potrebbe ridurre la concorrenza e aumentare i prezzi per i consumatori.
Uno scenario destinato a ridisegnare Hollywood
Se l’operazione Paramount dovesse andare a buon fine, uno degli studios fondativi di Hollywood, Warner Bros., insieme al marchio storico della pay-tv HBO, verrebbe integrato in un altro gruppo legacy come Paramount. Il portafoglio di canali WBD – tra cui CNN, TNT, TBS, Cartoon Network, Discovery Channel, Animal Planet, Food Network e HGTV – confluirà presumibilmente nella divisione lineare Paramount.
Per l’industria si tratterebbe di un passaggio storico, con possibili impatti rilevanti sul piano industriale, occupazionale e competitivo. Dopo il ritiro di Netflix, Paramount Skydance appare oggi il soggetto meglio posizionato per guidare la prossima fase di consolidamento del panorama media globale, ma il percorso verso il closing resta ancora subordinato ai passaggi societari e regolatori previsti.
Fonte: Variety
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