E-commerce, il Consiglio UE approva la riforma delle dogane

Le piattaforme extra-UE saranno considerate importatori e responsabili degli obblighi doganali. Entro il 1° novembre arriva anche una tassa sui piccoli pacchi
riforma dogane e-commerce tassa piccoli pacchi 2026© wirestock/Magnific

Il Consiglio dell’Unione europea ha approvato la riforma del quadro doganale UE, destinata a cambiare in modo significativo anche la gestione delle vendite e-commerce provenienti da Paesi terzi. Il provvedimento consolida quanto già concordato tra Consiglio e Parlamento europeo nel marzo 2026: le piattaforme e-commerce extra-UE che vendono direttamente ai consumatori europei saranno considerate importatori delle merci e saranno quindi responsabili delle formalità doganali e del pagamento dei dazi.

Il nuovo sistema punta a rafforzare i controlli sulle importazioni, in particolare sulle merci non conformi, pericolose o non sicure. Un tema particolarmente rilevante per il mercato del toy, considerando il peso crescente delle vendite online provenienti da operatori extra-UE e le criticità già emerse sul fronte della sicurezza dei prodotti.

Più responsabilità per le piattaforme e-commerce

Secondo quanto comunicato dal Consiglio dell’Unione europea, con il nuovo codice doganale le piattaforme e-commerce di Paesi terzi che spediscono prodotti nell’UE saranno considerate importatori delle merci, al posto del consumatore finale europeo. Saranno quindi direttamente responsabili del corretto espletamento delle procedure doganali e del pagamento dei dazi dovuti.

La riforma introduce anche un nuovo sistema di sanzioni per gli operatori che non rispettano gli obblighi doganali. Nei casi più gravi, le multe potranno arrivare fino al 6% del valore annuo delle merci importate dall’impresa nell’anno precedente, con la possibilità di perdere determinati privilegi doganali e, nei casi estremi, di subire limitazioni all’accesso alle piattaforme online.

Nuova tassa sui piccoli pacchi

Un altro intervento riguarda l’enorme quantità di piccoli pacchi che ogni anno entra nel mercato europeo attraverso l’e-commerce. Entro il 1° novembre 2026 sarà introdotta una nuova tassa di gestione a livello europeo sulle piccole spedizioni, destinata a contribuire ai costi sostenuti dalle autorità per il monitoraggio e i controlli. L’importo sarà stabilito dalla Commissione europea prima dell’applicazione da parte degli Stati membri.

La nuova tassa di gestione è distinta dal dazio doganale forfettario di 3 euro, già applicato dal 1° luglio 2026 agli articoli contenuti nei piccoli pacchi di valore inferiore a 150 euro. Quest’ultima misura è transitoria e resterà in vigore fino all’avvio del nuovo sistema doganale digitale europeo.

Nel 2025 circa 6 miliardi di pacchi e-commerce

La dimensione del fenomeno emerge dai dati diffusi dal Consiglio UE. Nel 2025 le dogane europee hanno gestito circa 6 miliardi di pacchi legati all’e-commerce, oltre a più di 1,5 miliardi di articoli del commercio tradizionale. Più del 90% dei pacchi e-commerce arrivati nell’Unione europea proveniva dalla Cina.

Numeri che spiegano perché Bruxelles abbia posto tra gli obiettivi centrali della riforma il rafforzamento dei controlli sui prodotti non conformi o non sicuri. Per il settore del toy il tema è particolarmente sensibile: una ricerca di Toy Industries of Europe aveva rilevato forti criticità nella conformità dei giocattoli acquistati online da venditori extra-UE, riportando in primo piano il tema della responsabilità dei marketplace.

I prossimi passaggi

Dopo l’approvazione del Consiglio, il testo dovrà essere approvato dal Parlamento europeo prima della firma e della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

La riforma prevede inoltre la creazione della nuova Autorità doganale dell’UE, che avrà sede a Lille e inizierà le proprie attività nel 2027, e di un centro doganale digitale europeo che centralizzerà i dati sulle importazioni e sulle esportazioni. L’utilizzo del nuovo sistema diventerà obbligatorio per le imprese e-commerce dal 1° luglio 2028 e successivamente per tutti gli operatori.

Fonte: Consiglio Unione Europea

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