UE cambia le regole dell’e-commerce, piattaforme responsabili delle importazioni

Accordo su nuove norme doganali: tassa sui pacchi extra UE, responsabilità diretta per piattaforme e nuova autorità europea

L’Unione europea ha deciso di introdurre nuove regole per l’e-commerce con un accordo tra Parlamento europeo e Consiglio dell’Unione europea che aggiorna il Codice doganale, per gestire l’aumento delle importazioni da Paesi extra UE e rafforzare i controlli sui prodotti. Questo dopo la pressione esercitata dal TIE.

Il provvedimento introduce un nuovo quadro normativo che ridefinisce il ruolo delle piattaforme e-commerce, rafforza i controlli sulle merci e punta a rendere più efficiente il sistema doganale europeo, sempre più sotto pressione per l’aumento dei flussi di piccoli pacchi provenienti dall’estero.

Piattaforme e venditori diventano responsabili delle importazioni

Uno degli elementi centrali della riforma riguarda la responsabilità diretta delle piattaforme e dei venditori che facilitano vendite a distanza da Paesi extra UE verso consumatori europei. In base alle nuove regole, queste realtà saranno trattate come importatori.

Ciò significa che dovranno fornire alle autorità doganali tutte le informazioni necessarie, garantire il pagamento dei dazi e assicurare che i prodotti rispettino la normativa europea. Le aziende dovranno inoltre avere una presenza nell’Unione o essere rappresentate da un soggetto con status riconosciuto, per evitare l’utilizzo di strutture societarie non trasparenti.

Nuova tassa sui pacchi extra UE

L’accordo prevede anche l’introduzione di una tassa sui pacchi provenienti da Paesi extra UE, applicata a ogni singolo articolo spedito direttamente ai consumatori europei. L’obiettivo è coprire i costi di gestione di un volume crescente di spedizioni individuali.

La Commissione europea definirà l’importo della tassa, che sarà aggiornato ogni due anni. Gli Stati membri inizieranno a riscuoterla non appena sarà operativo il sistema informatico necessario, e comunque non oltre il 1° novembre 2026.

Spinta ai magazzini in Europa e controlli più severi

Per favorire controlli più efficaci, la riforma incentiva i venditori extra UE a utilizzare magazzini all’interno dell’Unione. Le spedizioni effettuate in grandi volumi e con imballaggi collettivi potranno beneficiare di condizioni più favorevoli rispetto agli invii diretti ai singoli consumatori.

Il nuovo impianto normativo introduce anche sanzioni più severe per gli operatori che non rispettano le regole, con multe che potranno arrivare fino al 6% del valore delle merci importate nell’ultimo anno e la possibile sospensione dello status di operatore affidabile.

Procedure semplificate per operatori affidabili

Le aziende che dimostrano un elevato livello di conformità potranno accedere a un sistema semplificato denominato “trust and check”. Questo regime prevede controlli meno frequenti e maggiore flessibilità nei pagamenti, a fronte di una piena trasparenza verso le autorità doganali e dell’accesso ai sistemi informatici aziendali.

Resta comunque in vigore l’attuale qualifica di operatore economico autorizzato (AEO), mantenendo l’accesso al sistema anche per realtà di dimensioni più contenute.

Nasce la nuova Autorità doganale europea

La riforma introduce anche una nuova Autorità doganale europea, con sede a Lille, incaricata di coordinare la cooperazione tra gli Stati membri, gestire i rischi e supervisionare il nuovo hub dati europeo.

Questo sistema digitale unificato, destinato a sostituire oltre cento piattaforme attualmente in uso, permetterà una gestione più rapida delle operazioni doganali e un monitoraggio più efficace dei flussi di merci.

L’accordo dovrà ora essere approvato formalmente dal Parlamento europeo e dal Consiglio prima di entrare in vigore.

Fonte: Parlamento europeo

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